normative



Normative di riferimento




Qui di seguito potete trovare le più importanti normative su l'utilizzo del vetro nelle chiusure trasparenti degli edifici:




UNI EN 7697 " norma cogente" (prescrive le tipologie di vetro da adottare)
UNI EN 12543/1/2/3/4/5/6 (definizioni, durabilità)
UNI EN 12600 (resistenza all’impatto)
UNI EN 356 (resistenza contro l’attacco manuale)
UNI EN 1063 (resistenza ai proiettili)
UNI EN 13123 (requisiti e classificazioni di porte e finestre sulla resistenza all'esplosione)
UNI EN 13124 (metodi di prova di resistenza all' esplosione)
UNI EN 13541 (prove e classificazione della resistenza alla pressione causata da esplosioni)



Di seguito un breve stralcio delle principali Normative:


UNI 7697/14 Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie

In Italia la norma di riferimento per la scelta e l uso dei vetri è la UNI 7697/14, la quale fornisce i criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie e specifica  ho base allo scopo ed al campo di applicazione, i criteri di scelta dei vetri da usarsi,sia in esterni che in interni, in modo che sia assicurata la risposta fra prestazioni dei vetri e requisiti necessari per garantire la sicurezza dell utenza.

Residenziale

  • Tutti i vetri che sono posti al di sotto dei 100cm dal piano di calpestio devono essere temprati o stratificati, sia all’interno che all’esterno dell’edificio.
  • I vetri posti al di sopra dei 100cm dal piano di calpestio devono essere temprati o stratificati sul lato interno all’edificio.
  • Applicazioni di vetro temprato ad altezze superiori di 4 metri la cui rottura possa proiettare frammenti , il vetro deve essere stato sottoposto al test di HST

Terziario

  • Tutti i vetri interni o esterni devono essere temprati o stratificati indipendentemente dalla altezza dal piano di calpestio.
  • Applicazioni di vetro temprato ad altezze superiori di 4 metri la cui rottura possa proiettare frammenti , il vetro deve essere stato sottoposto al test di HST

Parapetti

  • È obbligatorio l’uso di vetri stratificati Anti caduta nel vuoto. Se i vetri non sono intelaiati sui quattro lati bisogna usare dei vetri temperati stratificati.
    (Parapetti anche se completamente intelaiati debbono essere realizzati con un pvb 0.76)

Coperture

  • Tutti i vetri rivolti verso l ambiente devono essere stratificati. È opportuno usare in lastra singola un vetro temprato/stratificato per avere maggiore resistenza meccanica e prevenire le rotture da shock termico. In ambienti ove bisogna prevedere un buon coefficiente termico, bisogna usare una vetrata isolante con lastra rivolta verso l esterno temperata e quella verso l interno stratificata.

 


 

UNI EN 356 "Prove e classificazione di resistenza contro l'attacco manuale"

 La normativa classifica i vetri stratificati di sicurezza in funzione della resistenza opposta alle azioni dovute a forze esterne. Definisce quindi, tramite due differenti tipi di prova, due categorie di vetri:

     • vetri anti- vandalismo

     • vetri anti- effrazione


Le prove utilizzate hanno lo scopo di verificare la capacità delle lastre di ritardare, per un periodo di tempo limitato, l’accesso di oggetti e/o persone ad uno spazio protetto.


La prestazione di resistenza agli atti vandalici viene classificata per mezzo della prova di caduta di un corpo duro. Si utilizza una sfera di acciaio di circa 100 mm di diametro ed una massa di circa 4,11 kg.

Questa viene fatta cadere da altezze diverse e tutti e tre i provini utilizzati nella prova devono impedire la penetrazione da parte del corpo d’impatto.

Le classi per questo tipo di prova sono cinque, dalla P1A alla P5A, in ordine crescente di prestazioni.


Per quanto riguarda la resistenza all’effrazione, il test utilizzato è la cosiddetta prova dell’ascia, nella quale tutti e tre provini utilizzati devono richiedere almeno il numero minimo di colpi stabilito per creare un’apertura.

La testa dell’ascia ha una massa di circa 2 kg e deve essere fabbricata in acciaio fucinato.

Per questo tipo di prova ci sono tre classi, dalla P6B alla P8B, in ordine crescente di prestazioni.





UNI EN 1063 "Classificazione e prove di resistenza ai proiettili"

La normativa specifica i requisiti prestazionali ed i metodi di prova per classificare la resistenza ai proiettili di vetrate (costituite da uno o più strati di vetro) e di lastre composite vetro/plastica.

Si applica alle vetrate per edilizia ad uso interno ed esterno e riguarda gli attacchi con pistole, fucili e fucili da caccia.


La normativa prevede che vengano esplosi contro il campione di vetro 3 colpi ai vertici di un triangolo equilatero di 100 mm di lato.

Il superamento della prova si verifica se viene soddisfatto almeno uno dei seguenti requisiti:

• Non vi deve essere nessuna perforazione della vetrata da proiettile o parte di esso e nessuna perforazione del foglio testimone da schegge di vetro sulla faccia opposta. Questo tipo di vetrata viene classificata con un marchio addizionale“NS” (senza schegge)

• Non vi deve essere nessuna perforazione della vetrata da proiettile o parte di esso, ma perforazione del foglio testimone da schegge di vetro staccatesi dalla faccia posteriore. Questo tipo di vetrata viene classificata con un marchio addizionale “S” (schegge)


Vengono definite sette classi per i colpi di pistola e fucile, da BR1 a BR7, e due classi, SG1 e SG2, per i colpi di fucile da caccia.





UNI EN 12600 "Prova del pendolo - Metodo della prova di impatto e classificazione per il vetro piano"


La normativa classifica i vetri piani per edilizia in tre categorie, sulla base delle prestazioni all’impatto e della modalità di rottura.


La prova impiegata è il cosiddetto “Test del pendolo”, nel quale dei campioni di vetro piano per uso in edilizia vengono colpiti da uno speciale corpo semirigido, che simula l’impatto accidentale di un corpo umano sul vetro.

Il pendolo è costituito da due speciali pneumatici, le cui caratteristiche sono definite in una specifica normativa, ed ha un peso di 50 ± 0,1 kg.

La modalità di rottura osservata, unitamente all’altezza da cui è stato lanciato il pendolo, sono i parametri che consentono di classificare le varie tipologie di vetro.


Questo sistema di classificazione contribuisce all’aumento della sicurezza personale contro gli infortuni mediante la riduzione delle ferite da taglio e da perforazione, le caratteristiche di resistenza allo sfondamento ed alla caduta nel vuoto.

Il superamento della prova da parte delle lastre testate si verifica se vengono soddisfatti i seguenti requisiti:

• Sul provino appaiono numerose fessurazioni, ma in nessuna di esse si può introdurre una sfera con d = 76 mm mediante una forza massima F = 25 N. Se si staccano particelle, il peso non deve superare la massa equivalente a 10.000 mm2 del provino originale.

• Il provino si disintegra e il peso delle 10 particelle più grandi non deve superare la massa equivalente a 6500 mm2 del provino originale.


Sulla base della prestazione fornita all’impatto dai provini, viene effettuata la classificazione in funzione dell’altezza di caduta dell’impattatore e della modalità di rottura.

La notazione utilizzata per definire le classi è del tipo α(β)γ ed composta da due numeri (α e γ) ed una lettera (β):

α è l’altezza di caduta dell’impattatore:

 - α = 3 à 190 cm

 - α = 2 à 450 cm

 - α = 1 à 1200 cm

β è la modalità di rottura:

 - β = A à vetro ricotto

 - β = B à vetro stratificato

 - β = C à vetro temprato

γ è l’altezza massima di caduta dell’impattatore a cui il provino non si rompe o si rompe conformemente.


Le notazioni più frequentemente utilizzate (cfr. UNI 7697) sono la 1B1, 2B2, 1C1, 1C2