vetro stratificaro



Vetri di Sicurezza

In Italia la norma di riferimento per la scelta e l'uso dei vetri è la UNI 7697/14, questa fornisce i criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie, in modo che sia assicurata la rispondenza fra prestazione dei vetri e requisiti necessari per garantire la sicurezza dell'utenza.


VETRO TEMPERATO

Uno dei prodotti indicato dalla norma con caratteristiche antinfortunio è il vetro temperato.
vetri temperati possiedono il grande vantaggio di essere resistenti agli urti e allí'attacco di agenti atmosferici, ma soprattutto di essere sicuri in caso di rottura, infatti anche quando si infrangono danno vita a piccoli pezzi con pericolosità minima. Queste  peculiarità  lo  fanno  privilegiare  nella realizzazione   di  vetrine  e  teche  per  negozi,   nell' utilizzo in edilizia civile e rifinitura di interni, proprio perché da più affidabilità e sicurezza.  Questo vetro di sicurezza risponde meglio anche  a quello che viene chiamato shock termico, che in molti casi crea la rottura della lastra a distanza di tempo dalla sua installazione, Questa rottura è sostanzialmente dovuta a delle rilevanti differenze di temperatura sulla superficie della stessa lastra.
I vetri temperati sono largamente impiegati come componenti di  serramenti perché supportano meglio la pressione meccanica del telaio, molto validi anche per la produzione di facciate che richiedono l'impiego di tiranti,  pareti in vetro e per la realizzazione di aperture e strutture prive di telai.

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Video lavorazione del vetro temprato termicamente



VETRO STRATIFICATO

L'altro vetro indicato di sicurezza dalla norma 7697/14 è il vetro stratificato o laminato.
I Vetri Stratificati sono lastre di vetro piano monolitico sovrapposte con l'interposizione di fogli di PVB (polivinilbutirrale), ossia un legante plastico, che è caratterizzato da spessori variabili di entrambi i materiali. Grazie al riscaldamento ed alla pressione dell'autoclave, in assoluta mancanza di umidità, la struttura diviene estremamente robusta e resistente a tentativi di sfondamento o colpi di arma da fuoco. 
Un'ulteriore distinzione da fare tra i vari vetri stratificati è quella in base al tipo di protezione che noi mediante essi vogliamo dare, e le suddivideremo nel seguente modo:

Antinfortunistico
Il vetro antinfortunistico è un tipo di vetro stratificato o temperato che rientra fra i materiali strutturali utilizzati per la sicurezza antinfortunistica.  E' indicato per porte a vetro, vetrate, divisori in vetro e altre installazioni in cui è importante garantire protezione alle persone. Il vetro antinfortunistico, in seguito a urti, si infrange senza produrre schegge taglienti potenzialmente pericolose per l'incolumità delle persone. In caso di rottura, i frammenti rimangono saldamente adesi al film plastico e il pannello permane perfettamente in opera, evitando che dalla lastra si stacchino pezzi di vetro di dimensioni pericolose. 
Classificazione 2(B)2

Anti caduta nel vuoto
Il vetro anti caduta nel vuoto è un tipo di vetro stratificato con più film di PVB atto ad evitare che un corpo umano possa passare attraverso una lastra di vetro.
Classificazione 1(B)1

Antivandalismo-Antieffrazione
Tipo di vetro stratificato in grado di resistere a violenti e ripetuti colpi apportati con mattoni, pietre, spranghe di ferro, martelli e oggetti contundenti in genere. Il vetro stratificato antivandalismo-antieffrazione si rompe, ma rimane in opera assicurando protezione a persone e beni da atti vandalici ed attacchi criminosi. A seconda del numero, dello spessore e della sequenza di montaggio delle lastre di vetro e dei fogli di leganti in PVB, variano le caratteristiche di resistenza allo sfondamento.
Classificazione P1A - P2A - P3A - P4A -P5A - P6A - P7A - P8A



Antiproiettille
La norma UNI EN 1063 propone una classificazione completa dei vetri antiproiettile, che prevede sette classi di resistenza a pistole e fucili semplici e due classi di resistenza ai fucili da caccia. Allí'aumentare dello spessore e del numero di strati di vetro e materiale plastico aumenta anche la resistenza dei vetri antiproiettile.
Classificazione BR1  BR2 - BR3 - BR4 - BR5 - BR6 - BR7 - SG1 - SG2




Antiesplosione
La norma UNI EN 13541 specifica i requisiti prestazionali e i metodi di prova  per la classificazione dei vetri stratificati resistenti alle esplosioni, al fine di minimizzare il rischio di lesioni dovuta alla proiezione pericolosi frammenti di vetro, inoltre forniscono una valida protezione ai detriti proditti dalla bomba o da qualsiasi detrito trasportato dallo scoppio.
Classificazione ER1 - ER2 - ER3 - ER4




Antifuoco
I vetri stratificati antifuoco (UNI EN 357) sono composti da vetri float assemblati con uno o più intercalari intumescenti che, in caso di incendio si trasformano in uno schermo protettivo rallentando la corsa del fuoco.
Il livello di protezione dipende dal numero degli intercalari impiegati nella composizione.

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Video lavorazione del vetro stratificato




STRATIFICATOCOMPOSIZIONECLASSIFICAZIONENORMA
 33.1 3/0,38/3 2B2 (sicurezza semplice) UNI EN 12600 (2004)
 33.2 3/0,76/3 1B1 (caduta nel vuoto)
 P2A (antivandalismo)
 UNI EN 12600 (2004)
 UNI EN 356 (2002)
 44.2 4/0,38/4 2B2 (sicurezza semplice) UNI EN 12600 (2004)
 44.2 4/0,76/4 1B1 (caduta nel vuoto)
 P2A (antivandalismo)
 UNI EN 12600 (2004)
 UNI EN 356 (2002)
 55.1 5/0,38/5 2B2 (sicurezza semplice) UNI EN 12600 (2004)
 55.2 5/0,76/5 B1 (caduta nel vuoto)
 1 P2A (antivandalismo)
 UNI EN 12600 (2004) 
 UNI EN 356 (2002)
 55.4 5/1,52/5 1B1 (caduta nel vuoto)
 P4A (antivandalismo)
 BR1/S (calibro 22)
 UNI EN 12600 (2004)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 1063 ( 2001)
 66.1 6/0,38/6 1B1 (caduta nel vuoto) UNI EN 12600 (2004)
 66.2 6/0,76/6 1B1 (caduta nel vuoto)
 P2A (antivandalismo)
 UNI EN 12600 (2004)
 UNI EN 356 (2002)
 19/21 8/4,56/8 P6B (antieffrazione)
 P5A (antivandalismo)
 BR2/S (calibro 9)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 1063 (2001)
 18/19 5/0,38/8/0,38/5 P2A (antivandalismo) UNI EN 356 (2002)
 18/19 R 5/0,76/8/0,76/5 P6B (antieffrazione)
 BR1/S (calibro 22)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 1063 (2001)
 26/27 8/0,38/10/0,38/8 1B1 (caduta nel vuoto) 
 P3A (antivandalismo)
 UNI EN 12600 (2004)
 UNI EN 356 (2002)
 26/27 R 8/0,76/10/0,76/8 P6B (antieffrazione)
 BR2/S (calibro 9)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 1063 (2001)
 29/31 8/0,76/10/3,04/8 P7B (antieffrazione)
 BR3/S (357 magnum)
 UNI EN 356 (2002)
 UNI EN 1063 (2001)